Domenica 2 novembre noi gruppo 96-97 siamo andati assieme agli educatori a Bologna, al santuario di San Luca che si trova su una collina appena fuori la città. Il santuario è collegato alla città da un porticato lunghissimo di quasi 4 km. Noi siamo partiti a piedi da circa metà e siamo arrivati al santuario dove abbiamo assistito alla messa. Subito dopo avevamo appuntamento in una casa per ritiri in giornata di cui non sapevamo ancora il tema. Appena arrivati siamo stati accolti da padre Narciso, un sacerdote gesuita, che ha tenuto l’incontro, tema: il discernimento.
Abbiamo riflettuto su cosa significhi e a cosa serva fare discernimento e come si possa discernere. In che modo parla il Signore? Attraverso i movimenti del cuore! Bisogna seguire ciò che fa battere il cuore non di emozione ma di una gioia profonda, delicata, trasparente, calda.
Sant’ Ignazio, il fondatore della compagnia di Gesù, diceva che nella vita c’è alternanza di due momenti, uno di consolazione quando lo spirito soffia favorevole, mentre al contrario c’è la desolazione da cui però può nascere qualcosa di buono, perché serve a temprarsi per i futuri momenti di sconforto che verranno, per uscirne più forti di come ci si è entrati.
Dopo pranzo abbiamo trascorso un po’ di tempo insieme in fraternità, chi a studiare e chi a rincorrere palloni giù per la collina. Poi un momento di riflessione personale, aiutati sicuramente dal posto e dalla stupenda vista che si aveva su Bologna.
Per noi ragazzi che stiamo cominciando ad avere più responsabilità e ci troviamo davanti a scelte che diventano più belle, vincolanti e forse più difficili, credo che avere gli strumenti per saper discernere, fermarsi ad ascoltare il proprio cuore e lasciare al Signore la possibilità di indicarti la strada, sia un bel vantaggio, se usato bene.
Michele Ferrari








