Se penso a tutti i loro volti vedo un’immensità di progetti, sofferenze, gioie, capacità, doni, incomprensioni, ansie, di futuro, conoscenza, crescita, dolcezza, rabbia, luce … Sono loro il nostro essere Chiesa oggi.
Se ci avessero chiesto dove saremmo stati oggi con questi ragazzi mai avremmo immaginato tutta questa inaspettata bellezza, questo loro crescere così fieri e carichi. Sapevamo che sarebbe stato bellissimo ma un cammino così solo Dio è riuscito a donarcelo!
Essere giovani è un’avventura bellissima e i 96-97, loro, ne sono solo all’inizio. Noi educatori, siamo fieri di ogni loro passo verso le scelte belle della vita. Vivere alla grande è ciò che ognuno di loro si aspetta dalla vita, vivere con la certezza di arrivare prima o poi alla gioia pura, tutti alla ricerca della vera felicità.
E Dio in tutto questo dove sta? Che posto occupa?
Quello di Padre: un papà dolcissimo che attende come fanno tanti genitori il ritorno la sera tardi dei figli, che ascolta come una mamma le confidenze della figlia innamorata; un papà buono come lo sono spesso i nonni con i nipoti, attento come solo un amico può essere a nostri cambi di umore, ma è anche un papà che sa parlare, che si racconta attraverso le scritture, nelle sante messe, in un incontro speciale, nella preghiera, nel silenzio, nel dolore come nelle gioie vere e piene, nelle confessioni, nell’eucarestia.
Il problema è se noi siamo davvero in grado di ascoltarlo. Ecco su cosa stiamo lavorando con i 96-97! Stiamo provando a sintonizzarci con Lui, ci stiamo intonando con le sue note, ci stiamo chiedendo se lo sentiamo, se gli diamo modo anche solo di dirci una parola, se quando prendiamo una scelta sentiamo quella voce, lì, dietro a noi, che ci dice che è giusto così o che forse sarebbe meglio pensarci ancora un po’.
Più camminiamo con Lui a fianco, più diamo valore a tutto quello di cui abbiamo fatto esperienza fino a qui: la costanza nella presenza agli incontri, scelti come parte importante della nostra vita; l’energia solare di Suo
r Carolina e le scelte di vita di Linarello nella loro lotta contro l’ndrangheta in Calabria; la presenza di un don, Carlo, che ci vuole bene e si prende cura di noi; il dolcissimo amore di Francesco di Assisi per Dio e per tutte le sue creature; le fatiche di ognuno di noi, ragazzi ed educatori, messe sempre a servizio del gruppo; la caparbietà di Don Milani nell’amare gli ultimi e il suo progetto di vita a Barbiana; la semplicità del vivere insieme, gomito a gomito, ogni bella avventura proposta. Diamo valore a Dio che in ogni incontro, in ogni esperienza sta lì con noi, si racconta, non ci molla e ci ama.
Di tutto questo vivere camminando siamo immensamente grati al Padre.
Se penso a tutti i loro volti penso all’essere educatore. Che privilegio!
Margherita








