Quest’anno abbiamo riunito i bimbi delle elementari delle tre parrocchie di san Quirino, san Prospero e san Pietro in unico Grest nell’oratorio di san Prospero. Lasciando l’oratorio di san Pietro per la nuova proposta del Campo Giovani per i ragazzi di Prima e Seconda Media.
Così, subito dopo la fine della scuola, il 7 giugno, mi sono trovata davanti a un bivio: godermi da subito le mie meritate vacanze, per riposarmi dopo 9 stressanti mesi di scuola, oppure aspettare e fare tre massacranti settimane di grest, dovendo sopportare alzataccie mattutine, lunghe biciclettate sotto il sole con una temperatura media di 28 gradi e bambini tanto irritanti quanto urlanti?
Sorprendendo anche me stessa, ho scelto la seconda opzione, e oggi, arrivata alla fine, devo dire che ho fatto molto bene. I bambini urlanti più che urlare hanno riso, le biciclettate sono state faticose, ma chicchierando e scherzando con gli amici la fatica non si sente, e il grest è diventato una buona ragione per puntare la sveglia alle 7.
Potrà sembrare una frase buttata lì per fare un po’ la filosofa, ma questo Grest mi ha fatto crescere. Mi ha fatto capire cosa vuol dire prendersi un impegno e rispettarlo fino in fondo, e cosa vuol dire essere responsabile di qualcuno, anche e soprattutto nelle gite, dove c’era sempre il rischio di perdere qualcuno per strada. Mi ha fatto conoscere la bellezza di non riuscire a passare dieci minuti senza che un bambino ti saltasse addosso, e quanto può essere gratificante il fatto che uno di loro arrivi e ti chieda: ”Giochi con me?”.
Al Grest ho conosciuto nuove persone e ho rinsaldato legami con gente che conoscevo solo di vista, e che magari guardavo un po’ in cagnesco.
Insomma, il Grest è stata un gran bella esperienza. E anche se non ero convinta all’inizio, adesso non vedo l’ora di rifarlo!
Camilla Rondini (Classe 1999 San Quirino)








