Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5, 17-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
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Commento al Vangelo di don Sergio Pellati
Il Vangelo di oggi ci mostra un Gesù che da buon ebreo rilancia l’importanza della Legge mosaica, della Torah, fondamento della Alleanza con Dio, ma anche un Gesù che come Figlio di Dio si rivela ben più grande della Legge e portatore di un Legge Nuova, quella dell’Amore, e rivendica il ruolo di colui che porta a compimento la Legge con il suo Vangelo.
In questi giorni stiamo assistendo ad un moltiplicarsi di leggi e decreti sempre più restrittive per le nostre libertà personali e spesso vissute come un peso, ma volte a tutelare un bene comune che è la salute pubblica e di tanti, soprattutto più deboli. Le leggi umane sono sempre giuste e secondo il Vangelo un cristiano deve osservarle in pieno? Da buoni cittadini si, ma nella storia i cristiani hanno dovuto anche disattendere leggi civili che si ponevano in alternativa negativa rispetto al Vangelo, a Dio e al bene pieno della persona. Prendiamo questi giorni di penitenza forzata e libertà limitata con lo spirito giusto cercando di vivere nel cuore e nei modi “diversi” dei nostri rapporti quotidiani la legge del Vangelo e dell’amore…questo ci salverà da una deriva pericolosa di farci guidare dalla legge del nostro istinto e del nostro egoismo.








