Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4, 24-30)
In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nazareth:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarèpta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
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Commento al Vangelo di don Sergio Pellati
In questo giorno il Signore ribadisce una fatica che vede nei suoi concittadini, tra quelli che lo hanno visto bambino e ragazzo, che non riescono a capire cosa sta dicendo e facendo, e in ultima analisi neppure chi è diventato.
A volte succede così anche a noi, non solo nei confronti del Signore, che conosciamo da piccoli, ma forse diamo la fede per scontata…questione seria in questi tempi! Ma Gesù dice anche che a certe abitudini, gli “stranieri” o gli “estranei”, hanno il cuore più libero e pronto a cogliere certi segni. Ma se ci pensiamo bene, a volte questo succede anche nei nostri rapporti con le persone. Quando non vediamo persone da tempo e qualcuno ci dice che il tale è davvero cambiato, forse a volte non ci crediamo e il nostro approccio rimane “viziato” da un pregiudizio. Gesù ci spinge a un cuore libero e nuovo…Riusciamo a farlo? Che il Signore ci aiuti in questo passaggio.








