Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,17-28)
In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro:
«Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
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Commento al Vangelo di don Sergio Pellati
Cari fratelli e sorelle, il Vangelo di oggi – mercoledì della seconda settimana di Quaresima – ci ricorda che non è stato facile neppure per i discepoli entrare nella logica e nello Spirito della missione di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, venuto per servire e non per essere servito.
In tutti noi a volte alberga un piccolo “spirito di potere”, di “stare ai primi posti” perché l’uomo si sente di valorizzare se stesso ascendendo nella scala sociale o nell’avere titoli, ricchezza e potere. Stiamo vedendo in questi giorni come sia difficile esercitare il “governo” come un servizio per la tutela della salute, della pace e del bene di tutti, soprattutto i più piccoli. Noi da discepoli di Gesù dovremmo sempre fare una verifica con Lui sul nostro stato di “servitori” e anche avere la creatività in questo momento dove occorre mantenere distanze e rispettare le norme igieniche, per essere vicini con carità, preghiera e affetto soprattutto ai malati di corpo e di mente, ai piccoli e agli anziani. Il Signore ci aiuti. Il vostro parroco don Sergio.








