Questo è stato il primo campeggio dove i 2000 e i 2001 delle parrocchie di San Pietro, San Quirino e San Prospero, hanno avuto la possibilità di trascorrere nove giorni insieme.
Il tema era “L’isola del tesoro”, un cartone animato che insegna che per tutti c’è una speranza, che bisogna puntare in alto e avere una meta ben precisa da raggiungere e se ci si crede fino in fondo, prima o poi, superando tanti ostacoli, facendo tanta fatica: la meta la si raggiunge! Il cammino non sarà mai tutto piano, perché se così fosse, alla fine non c’è gusto quando tagli il traguardo; ma se fatichi, piangi, ci credi, ti sforzi e dai tutto te stesso per quello che vuoi fare, allora si che l’arrivo sarà strabiliante e lo ricorderai per sempre! Ed è proprio questo che il cyborg John Silver dice a James Hawkins (protagonista del cartone), per spingerlo a realizzare il suo sogno:
“Tu hai la stoffa per compiere grandi imprese, ma devi prendere in mano il timone, tracciare la tua rotta! E devi seguirla, anche in caso di burrasca! E quando verrà il momento in cui potrai mettere alla prova la qualità delle tue vele e mostrare di che pasta sei fatto… bhe spero di essere lì, a godermi lo splendore della luce che emanerai quel giorno.”
Quella di questo campeggio è stata un’esperienza stupenda, dove si sono create nuove amicizie, alcune sono cresciute e sono nate anche nuove coppie; si può definire un campeggio pieno di emozioni. Tra queste possiamo mettere anche la paura, dato che, per un problema rivelatosi una sciocchezza, abbiamo rischiato di tornare a Correggio quattro giorni prima del dovuto. Adesso penso quante cose mi sarei persa se avessimo preso davvero quel pullman… Avremmo saltato la gita più bella, dove abbiamo raggiunto i 2000 m e il paesaggio che si vedeva, data la sua bellezza, sembrava modificato con photoshop; non saremmo andati a pattinare, di conseguenza non avrei mai imparato a farlo! Non avremmo fatto la grigliata, non ci sarebbero state le premiazioni finali, la consegna delle magliette… e avremmo ballato molto meno!!! Perché dovete sapere che nei momenti di riunione ci scappavano sempre tre o quattro balli di Just Dance, che coinvolgevano tutti, compresa Suor Adelaide che si è rivelata una perfetta ballerina!
I momenti di divertimento, che non sono mancati, venivano alternati con incontri, messe e confessioni. Abbiamo fatto tre incontri in tutto, che a me personalmente, hanno fatto aprire gli occhi su tanti aspetti di cui non mi ero mai accorta. Questo mi ha aiutato a conoscermi meglio e a capire che non bisogna avere fretta in qualunque cosa si faccia, ma bisogna affrontare un passo alla volta, che ci si arriva comunque.
Sono partita con uno zaino leggero con borraccia e k-way, ma al ritorno era più pesante, e non perché ci avevo aggiunto la felpa; ma perché era pieno di esperienze, conoscenze, amicizie… era pieno di tutto quello di cui chiunque ha bisogno per essere almeno un po’ felice!
Laura Lasagni (classe 2000, san Pietro)








