È questa la frase di S. Agostino che ha accompagnato i nostri tre giorni, dal 31 ottobre al 2 novembre, a Milano. Giorni in cui abbiamo avuto la possibilità di approfondire le nostre conoscenze su S. Agostino, il santo protagonista del musical che metteremo in scena ad Aprile.
La voglia di ripartire era tanta, perché è stato come un piccolo campeggio dove eravamo nuovamente tutti insieme. L’unica giornata che siamo riusciti a passare interamente a Milano è stata quella del primo novembre; la mattina l’abbiamo trascorsa al Duomo, dove ci è stata data la possibilità di visitare quelli che erano i resti del Duomo di Milano esistente ai tempi di S. Agostino, tra questi resti vi era anche il luogo dove il santo è stato battezzato.
Finita la visita guidata ci siamo recati appena fuori Milano, nella chiesa dove è stato conservato lo scheletro di S. Ambrogio, figura interessante per noi perché fondamentale per la conversione di S. Agostino. Mentre l’ultimo luogo visitato la mattina del 2 novembre, è stata la chiesa dove sono riposti i resti di S. Agostino, a Pavia.
Come ho detto all’inizio, la voglia di rivivere, anche se in un arco di tempo ristretto, il campeggio è stata il regalo più bello che avremmo mai potuto ricevere. Una delle cose che mi mancava maggiormente dell’estate, erano le serate passate a giocare a Just Dance, a carte, fare tornei a squadre: mi mancava lo stare tutti insieme. Mi mancavano anche quei momenti, prima di andare a dormire, nei quali dovevamo ringraziare e chiedere perdono, perché, anche se brevi, sono quelli i momenti più intensi, quelli che ti fanno pensare, che ti fanno crescere e a volte anche cambiare.
Voglio dire, credo a nome di tutti noi ragazzi 2000 e 2001, un enorme grazie a tutti coloro che hanno pensato, programmato e infine realizzato, questi tre magnifici giorni.
Laura Lasagni (2000 San pietro)
20/11/2014









